Una confezione, più mercati: il rischio dei claim ambientali sugli integratori alimentari in Europa
La stessa confezione di un integratore alimentare viene venduta in Spagna, Francia, Germania e Paesi Bassi con l’asserzione ambientale «confezione sostenibile» sul fronte. In ogni mercato la leggerà un’autorità diversa, con una prassi amministrativa diversa. Il rischio regolatorio non dipende da quale Paese ha recepito la direttiva 2024/825, ma da chi interviene e come.
L’errore: ordinare il rischio in base alle date di recepimento di ciascun Paese
La reazione abituale alla direttiva (UE) 2024/825 in una strategia multi-Paese è verificare quali Stati membri l’hanno recepita e adeguare la confezione al calendario. Germania e Paesi Bassi applicano già le nuove regole. Spagna e Francia non l’avevano recepita a maggio 2026. La conclusione sembra ovvia: il rischio è nei primi due Paesi.
Eppure i precedenti nei casi già decisi dicono il contrario.
Italia, agosto 2025. L’AGCM sanziona con 1 milione di euro la società che gestisce Shein per dichiarazioni ambientali ingannevoli e omissive. Applica il Codice del Consumo vigente, non la direttiva.
Germania, giugno 2024. Il Bundesgerichtshof (caso Katjes, I ZR 98/23) richiede che il significato di «klimaneutral» (climaticamente neutro) sia spiegato nella pubblicità stessa. Applica la UWG (legge tedesca contro la concorrenza sleale), prima di qualsiasi recepimento.
Paesi Bassi, aprile 2024. In seguito all’intervento dell’ACM, Albert Heijn ritira asserzioni come «il supermercato più sostenibile». Nessuna sanzione: sono bastate le linee guida dell’autorità sulle dichiarazioni di sostenibilità.
Francia, dal 2022. La legge AGEC vieta già su prodotti e imballaggi diciture come «respectueux de l’environnement» (rispettoso dell’ambiente). La legge Clima e Resilienza disciplina dal 2023 le dichiarazioni di neutralità carbonica.
Il rischio regolatorio non inizia con il recepimento: la direttiva armonizza uno standard che le autorità più attive applicavano già.
Tre vie d’intervento che cambiano da un Paese all’altro
Autorità per la tutela dei consumatori e della concorrenza. L’ACM olandese, l’AGCM italiana e la DGCCRF francese hanno ciascuna una propria prassi amministrativa sui claim ambientali. In Spagna la competenza in materia di consumo è delle Comunità autonome, il che moltiplica i criteri.
Concorrenti e associazioni. In Germania la diffida stragiudiziale tra concorrenti (Abmahnung) è la via ordinaria. La Wettbewerbszentrale e associazioni come la Deutsche Umwelthilfe la utilizzano in modo sistematico. Un claim ambientale debole può ricevere una diffida in poche settimane, senza alcun intervento amministrativo.
Notifica e controllo ufficiale degli alimenti. La direttiva 2002/46/CE impone di notificare l’integratore insieme all’etichetta. L’autorità che la riceve non valuta il claim ambientale. Ma il claim resta agli atti e, durante le ispezioni, è la prima cosa che l’ispettore vede.
La traduzione è una decisione regolatoria
La direttiva non vieta un’asserzione specifica e circoscritta, come «scatola di cartone con l’80% di fibra riciclata». Richiede che tale precisazione compaia in modo chiaro e visibile sullo stesso supporto. In tedesco, questa precisazione occupa molto più spazio. Se il team grafico la sposta sul retro per farla entrare, sul fronte resta un’asserzione generica e il claim cambia categoria giuridica. La stessa frase è valida in spagnolo e vietata in tedesco per una scelta di impaginazione.
Il dossier di supporto
Ogni claim ambientale richiede un dossier che identifichi: il componente o l’aspetto a cui si riferisce; il metodo, il certificato o il sistema di certificazione che lo dimostra; le date di validità; e la formulazione approvata in ciascuna lingua con la sua posizione sulla confezione.
Un certificato relativo al cartone non copre la capsula, il tappo né il blister. Se la traduzione amplia la promessa, la prova del testo originale non basta più. Sulle scorte già stampate, si veda il nostro articolo sulla Spagna.
Una strategia multi-Paese non consiste nel tradurre lo stesso claim. A differenza delle indicazioni sulla salute, con le dichiarazioni ambientali si tratta di decidere, prima della stampa, se quel claim può essere sostenuto in ogni mercato in cui il prodotto verrà venduto. Questa decisione richiede un giudizio regolatorio sulla prassi amministrativa di ciascun Paese, non una tabella di date. In LegaleGo non sbrighiamo pratiche: decidiamo.